Il presidente degli Usa annuncia il piano Usa per sconfiggere la rete terroristica.Previsto l’invio in Afghanistan di altri 4.000 soldati e di 900 funzionari civili.
Il ministro Frattini: “Linee che l’Italia ha sempre condiviso”
WASHINGTON – Sconfiggere e smantellare Al Qaeda è l’obiettivo principale degli Stati Uniti in Afghanistan. Un impegno più che mai pressante, visto che la rete che fa capo a Bin Laden “sta attivamente preparando un attacco contro l’America dal Pakistan”. Barack Obama ha illustrato oggi la nuova strategia in Afghanistan e Pakistan, sottolineando come il confine fra i due paesi sia “la zona più pericolosa del mondo”.
Secondo il piano, il presidente americano schiererà altri 4.000 soldati che avranno il compito specifico di addestrare le truppe locali. “Accelereremo il nostro sforzo per creare un esercito afgano con 134 mila unità e una forza di polizia con almeno 82 mila unità – ha detto Obama – in modo da affidare sempre più la responsabilità della sicurezza alle forze dell’Afghanistan”. Il nuovo contingente, che dovrebbe partire a giugno, si sommerà ai 17.000 soldati aggiuntivi già annunciati dalla nuova amministrazione a febbraio e che arriveranno nei prossimi mesi in Afghanistan per rafforzare il contingente dei circa 38.000 uomini che già si trovano nel paese.
La nuova strategia, anticipata in un documento discusso giovedì da Obama per telefono con il presidente afghano, Hamid Karzai, e illustrato ai deputati statunitensi, prevede diverse raccomandazioni per far fronte alla spirale di violenza talebana in Afghanistan, ma anche in Pakistan. Il tentativo è di concentrare gli sforzi militari proprio sull’area, come anticipato durante la campagna elettorale.
Le richieste a Kabul e Islamabad. Oltre a questo, il presidente ha presentato per la prima volta richieste esplicite alle leadership di Kabul e Islamabad perché trovino il modo di lavorare insieme contro il terrorismo, e dimostrare in modo concreto i progressi fatti. “L’era degli assegni in bianco è finita” aveva detto Obama ai leader del Congresso, durante una riunione a porte chiuse.
I compiti dell’Afghanistan. Anche se si sta ancora sviluppando la lista precisa delle richieste che veranno avanzate, Kabul dovrà fare maggiori progressi nella lotta alla corruzione, ai signori della droga e nel rafforzamento dei poteri locali. “Voglio essere chiaro: non possiamo chiudere un occhio sulla corruzione che porta gli afgani a perdere fiducia nei loro leader”, ha detto Obama.
Il ruolo del Pakistan. “Il Pakistan deve dimostrare il suo impegno per sradicare Al Qaeda dal suo territorio”, ha aggiunto ancora il presidente americano. Ad Islamabad si chiede di fare di più per tagliare i legami tra parte delle forze governative ed i talebani, anche se sarà molto difficile far accettare il concetto di obiettivi precisi da raggiungere al Pakistan che si è sempre opposto a collegare gli aiuti militari – che da anni Washington fornisce al governo pachistano per le operazioni di anti-terrorismo – a qualsiasi criterio di controllo dell’efficacia dei suoi interventi.
Diplomazia e militari. Gli Usa ricorreranno non solo alla forza ma anche alla diplomazia e lanceranno una vasta operazione per coinvolgere i Paesi vicini nella stabilizzazione. Con l’Onu daranno vita a un nuovo Gruppo di Contatto per l’Afghanistan e il Pakistan che metta assieme tutte le nazioni che hanno una parte nella sicurezza della regione, allargato anche a Teheran: gli alleati della Nato e altri alleati ma anche gli Stati dell’Asia Centrale, le nazioni del Golfo e l’Iran, la Russia, l’India e la Cina.
Non solo: oltre a rafforzare il contingente militare, Obama punta a inviare altri funzionari civili fino a raggiungere quota 900 – dovranno rafforzare l’amministrazione e consigliare in materia agricola – e a raddoppiare le forze di Kabul da 200.000 a 400.000 unità.
I fondi necessari. Un progetto ambizioso, che si presenta come una netta svolta per un conflitto che George Bush ha lasciato in una situazione di scarse risorse e mancanza di direzione. Per il nuovo impegno in Afghanistan occorreranno molti più fondi di quelli attualmente stanziati: Obama ha chiesto al Congresso di triplicare, portandoli a un miliardo e mezzo di dollari, gli stanziamenti destinati alle azioni antiterrorismo nelle zone di confine tra Pakistan ed Afghanistan.
Frattini: “Linee da noi condivise”. La strategia tratteggiata dal presidente americano piace anche a Roma. Sull’Afghanistan, il presidente americano Barack Obama “sta indicando linee che l’Italia ha sempre condiviso”, ha commentato il ministro degli Esteri Franco Frattini, al suo arrivo al castello di Hluboka, in Repubblica ceca, dove si tiene il consiglio informale esteri della Ue. “In primo luogo, l’addestramento delle forze di polizia e il consolidamento istituzionale. In secondo luogo, la prospettiva regionale: Pakistan e Afghanistan non si possono separare, se vogliamo stabilizzare la regione. Terzo, ovviamente, un appello alla responsabilità di Karzai: il governo afghano deve assumere le sue responsabilità. Su questo linee – ha assicurato Frattini – l’Italia ci sarà sempre”. Fonte: www.repubblica.it










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