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Ministeri al nord: Renata Polverini propone una raccolta di firme per opporsi all’iniziativa della Lega
Mancano poche ore all’appuntamento tanto atteso di Pontida e si accende lo scontro sulla proposta leghista di trasferire alcuni ministeri da Roma ad alcuni principali capoluoghi del nord.
18 giugno 2011
Non si tratta di un’ipotesi nuova, ma che ora, in un momento di resa dei conti con il PdL e di necessità di soddisfare una base in parte delusa, viene riproposta dal Carroccio con insistenza, al punto che, per iniziativa del ministro Calderoli, è iniziata una raccolta di firme per chiedere lo spostamento dei ministeri al nord.
La risposta della presidente della regione Lazio Renata Polverini non si è però fatta attendere: “Se la Lega chiama il popolo ad esprimersi, anche noi abbiamo il dovere di farlo attraverso una petizione popolare e raccogliendo le firme per dire di mantenere i ministeri a Roma”.
La governatrice invia una dura stoccata al partito del Carroccio: “ Non conosco bene, come il ministro Calderoli, la base leghista e suoi militanti, ma immagino che in questo momento questi abbiano problemi diversi che vedere spostato un ministero. Nessuno vuole togliere qualcosa al nord – ha aggiunto la Polverini – ma Calderoli deve comprendere che spostare un ministero significa stravolgere la vita alle persone che lavorano all’interno delle istituzioni romane.”
Anche l’onorevole Leoluca Orlando dell’IdV, che ha immediatamente espresso il suo appoggio alla governatrice del Lazio, ha definito la proposta di spostamento dei Ministeri una trovata delirante e apertamente incostituzionale, oltre che totalmente inutile dal punto di vista economico. Lo spostamento dei ministeri non potrebbe che tradursi, al contrario, a parere di Orlando, in un aumento di costi per la pubblica amministrazione, oltre che in un un enorme disagio ai lavoratori interessati.
Anche il leader dell’IdV Antonio Di Pietro si pone sulla stessa lunghezza d’onda della Polverini ed invita la Lega ad avanzare proposte veramente utili, in grado di migliorare concretamente la produttività dei ministeri, questione sicuramente più rilevante della loro collocazione geografica.
L’U.d.C., nell’ironizzare sulla vicenda, rincara la dose sottlineando l’enorme impegno finanziario che la creazione di uffici di rappresentanza dei ministeri nei principali capoluoghi del nord comporterebbe a carico delle casse dello Stato. “Se la svolta che gli italiani aspettavano dal Governo dopo la batosta delle amministrative si concretizza in un nuovo spreco di denaro pubblico – dichiara il portavoce dell’U.d.C. Antonio De Poli – con l’apertura di uffici di rappresentanza dei ministeri al Nord, c’è veramente da mettersi le mani nei capelli. Evidentemente il Pdl non vuole o non può affrontare seriamente le questioni che stanno a cuore agli italiani”.
Su posizioni analoghe è infine il presidente Pd della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che vede nella proposta d una raccolta di firme per chiedere lo spostamento dei ministeri un’iniziativa che avrà il sapore della discriminazione verso i cittadini del Lazio; per questa ragione invita tutti i parlamentari di Roma e della regione ad unirsi per chiedere la dimissioni del governo, che ha promesso molte cose alla città e che ora minaccia di togliere quello che Roma stessa ha sempre avuto come Capitale del nostro Paese.
E tutti quindi in attesa di Pontida: quali novità ci porterà?













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