Le “distanze” tra repubblichini e partigiani sono abissali. . .

Infatti,in merito alla questione di equiparare i partigiani ai repubblichini,ha espresso il giusto sentimento nazionale,il Premier Silvio Berlusconi,ammettendo che i partigiani ed i repubblichini non combatterono sullo stesso piano. I repubblichini (R.S.I.),appartenevano ad esercito regolare quindi con una divisa e reparti appartenenti supportati dalle istituzioni e dallo stato di allora,il cui obiettivo era quello,con i [...]

26 aprile 2009

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740 rsi 1196954581 Le distanze tra repubblichini e partigiani sono abissali. . .
Infatti,in merito alla questione di equiparare i partigiani ai repubblichini,ha espresso il giusto sentimento nazionale,il Premier Silvio Berlusconi,ammettendo che i partigiani ed i repubblichini non combatterono sullo stesso piano.
I repubblichini (R.S.I.),appartenevano ad esercito regolare quindi con una divisa e reparti appartenenti supportati dalle istituzioni e dallo stato di allora,il cui obiettivo era quello,con i tedeschi alleati, di evitare l’invasione all’asse anglo-americana e quindi di concquistare l’Italia dalle potenze straniere e nemiche in quanto capitaliste,reazionarie e plutocratiche,come le definiva il regime fascista.
I partigiani erano,per la maggior parte,dei fuori usciti dal fascismo (che fino al giorno prima erano in piazza ai comizi,infatti le folle oceaniche presenti nei filmati d’epoca e gli studi storici di Pisanò,per esempio dimostrano l’ampio consenso del fascismo in Italia),e l’obiettivo era contrario a quello dello stato italiano di allora infatti si allearono con gli anglo-americani,osteggiati da sempre durante il fascismo dai fascisti e da Mussolini,e quindi per poterlo fare, combatterono contro gli Italiani ed i Tedeschi,i quali costituirono la Repubblica Sociale Italiana.
L’unica contestazione,come ha ripetuto oggi Storace nel programma televisivo di Annunziata,è quella di non destinare alcuna pensione a chi fu coerente con lo stato Italiano e si arruolò nell’esercito regolare Italiano,per pura discriminazione ideologica nei confronti di chi perse,ma non si arrese all’invasione nemica.
Inoltre è giusto ricordare le parole del capo de “Ladestra” il quale alla domanda sull’antifascismo risponde che non si sente in obbligo di essere antifascista,pur essendo democratico.

Scritto da Gianluca

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