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Il caldo: guerra e pace…
E’ noto a tutti che il caldo eccessivo è in grado di renderci molto nervosi e irritabili. Secondo però uno studio portato a termine dalla Columbia University e pubblicato sulla rivista “Nature”, il cambiamento climatico e il generale riscaldamento dell’ambiente saranno all’origine, in futuro, non di semplici liti, ma di molte altre guerre.
28 agosto 2011
Il Nino, il periodico aumento della temperatura dell’acqua dell’Oceano Pacifico, di norma associato anche ad un aumento delle temperature sulla terra, sarà infatti causa di fenomeni di siccità, quindi di riduzione delle risorse alimentari e di seri problemi economici; ciò, secondo gli studiosi, che non si sono limitati a considerare i soli conflitti locali, ma che hanno allargato lo sguardo verso una dimensione più globale, è in grado di aggravare le tensioni politiche e di raddoppiare la probabilità di guerre civili in 90 paesi tropicali.
Secondo l’articolo, in cui sono stati presi in esame i conflitti con più di 25 vittime fra il 1950 e il 2004, verificatisi in 175 paesi, le probabilità di una guerra erano pari al tre per cento nei periodi caratterizzati da clima più mite e del sei per cento durante il periodo del Nino.
Ciò non significa, secondo i ricercatori, che il Nino possa essere ritenuto un fattore determinante delle guerre. Quando, infatti, in un’area del mondo sussistono ingiustizie, diseguaglianza sociale e povertà, la guerra è un evento di per sé altamente probabile: se un raccolto, in un’area caratterizzata da grave indigenza, va perso, è facile che le popolazioni possano ricorrere all’uso delle armi per procurarsi il necessario per vivere. In Australia, però, fortemente colpita dagli effetti del Nino, non si sono mai verificate guerre civili, segno che il clima caldo non si traduce necessariamente in conflitti, ma che l’aumento della temperatura può sicuramente contribuire ad esacerbare le tensioni politiche laddove già esistono problemi di povertà.
La ricerca mette in evidenza che, fra i paesi presi in considerazione, quelli che dimostrano meglio la correlazione fra incremento della temperatura e aumento della probabilità di conflitti sono il Perù e il Sudan.
Nel 1982, quando il Nino si abbattè con veemenza sugli altopiani del Perù, provocando la distruzione di tutti i raccolti, gli atti di guerriglia del movimento rivoluzionario “Sendero Luminoso” si trasformarono in una vera e propria guerra civile; in Sudan, il Nino del 1963 causò una recrudescenza del conflitto già in atto tra il governo centrale e i separatisti del sud, conflitto che riprese con analoga forza nel 1976 e nel 1983, altri momenti segnati dal Nino.













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