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Dall’Msi al Pdl, la fiamma si spegne Sessant’anni di destra in Italia
ROMA – Da Fiuggi a Roma. Da An al Pdl. La storia degli eredi del Msi finisce in un fine settimana di marzo. Il futuro, denso di interrogativi, si chiama Pdl, Silvio Berlusconi, Partito popolare europeo. Vale la pena di fare un passo indietro. A domenica 29 gennaio 1995. A Fiuggi l’Msi, vissuto 48 anni [...]
20 marzo 2009
ROMA – Da Fiuggi a Roma. Da An al Pdl. La storia degli eredi del Msi finisce in un fine settimana di marzo. Il futuro, denso di interrogativi, si chiama Pdl, Silvio Berlusconi, Partito popolare europeo.
Vale la pena di fare un passo indietro. A domenica 29 gennaio 1995. A Fiuggi l’Msi, vissuto 48 anni e un mese, spariva. Era nato il 26 dicembre ’46 per iniziativa di alcuni reduci della Repubblica Sociale Italiana (Giorgio Almirante, Pino Romualdi e Arturo Michelini).
Alle elezioni politiche del 1948 l’Msi raccoglie il 2% dei suffragi, eleggendo 6 deputati (tra i quali Almirante e Michelini) e un senatore. Iniziano le scissioni, nel ’56, quando Pino Rauti esce per dare vita a ‘Ordine nuovo.
Nel ’62 due Presidenti della Repubblica, Antonio Segni prima e Giovanni Leone poi, vengono eletti con i voti determinanti dell’Msi. A dicembre la magistratura di Milano chiede l’autorizzazione a procedere contro Almirante, per ricostituzione del partito fascista. Le politiche del ’72 segnano un successo clamoroso: Msi e monarchici superano l’8 per cento.
Nuova scissione nel ’76: dopo mesi di aspre polemiche e’ Democrazia nazionale ad uscire, guidata da De Marzio, Roberti e Delfino, strappando al partito la metà del gruppo parlamentare. Non avrà foruna.
Dicembre ’87: al XV congresso di Sorrento Fini, delfino di Almirante, viene eletto alla segreteria, battendo per pochi voti Rauti. “Trovo patetico il saluto romano e non mi piace la parola camerata e non la uso”, disse Fini nel 1988, dopo la sua elezione. Lo stesso anno moriva Almirante.
15 gennaio ’90: al XVI congresso di Rimini Rauti, con la parola d’ordine dello sfondamento a sinistra, batte Fini e diventa segretario. 6 luglio ’91: dopo una serie di rovesci elettorali Rauti si dimette e il comitato centrale elegge Fini segretario.
Novembre ’93, è l’ora dello sdoganamento. Nella corsa per il Campidoglio Fini è battuto da Rutelli. Ma quella frase del Cavaliere: “A Roma voterei Fini” fa storia. E rappresenta una svolta.
Alleanza nazionale nasce nel 1994. L’istante fondativo è la Costituente del 22 gennaio, ad un anno di distanza si tiene la staffetta congressuale di Fiuggi. Cambia il simbolo: la fiamma del Movimento sociale c’è ancora con la base in rosso anzichè in nero.
Nel ’98 Fini, referendario da sempre, si allea con Segni ma i quesiti andranno male e non miglior sorte toccherà all’alleanza dell’Elefantino. Dopo il rovescio elettorale alle Europee del ’99, Fini offre le dimissioni ma il partito lo conferma nel mandato.
Il centrodestra stravince le elezioni del 2007. Fini diventa presidente della Camera. Marzo 2009, il congresso di Roma chiude le porte di An. E confluisce nel Pdl. Per la storica fiamma è giù pronta una fondazione che gestirà il simbolo e i beni mobili e immobili che appartengono ad An.
repubblica.it(C)













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