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Berlusconi canta vittoria : ‘Pensavano di buttarmi fuori’
Fonte : repubblica.it ROMA – “Pensavano di spazzarmi via. E invece anche stavolta gli italiani si sono schierati dalla mia parte”. Il confine tra la sconfitta o la vittoria nei ballottaggi ha attraversato la provincia di Milano. Con l’affermazione di Guido Podestà, Silvio Berlusconi ieri sera ha tirato un sospiro di sollievo. Ne ha parlato [...]
23 giugno 2009
Fonte : repubblica.it
ROMA – “Pensavano di spazzarmi via. E invece anche stavolta gli italiani si sono schierati dalla mia parte”. Il confine tra la sconfitta o la vittoria nei ballottaggi ha attraversato la provincia di Milano. Con l’affermazione di Guido Podestà, Silvio Berlusconi ieri sera ha tirato un sospiro di sollievo. Ne ha parlato con lo stato maggiore del Pdl riunito ad Arcore e subito dopo, con una nota, se l’è presa con “gli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale contro il presidente del consiglio e il suo governo”.
Insomma, il Cavaliere era sicuro che la conferma del centrosinistra nella sua città avrebbe modificato la percezione di questa tornata elettorale. E soprattutto avrebbe messo in agitazione il rapporto con la Lega di Umberto Bossi. Non a caso, appena il risultato milanese è diventato ufficiale ha telefonato al suo candidato per congratularsi e per liberarsi da un peso. Subito dopo ha chiamato il Senatur, quasi per rafforzare l’asse che ha resistito in tutte le regioni del nord.
Non solo. Mai nella giornata degli scrutini, il premier aveva rilasciato commenti ufficiali. Ieri, invece, ha voluto mettere nero su bianco la sua esultanza. “La sinistra registra una nuova, sonora sconfitta. Un dato solo toglie di mezzo ogni discussione: prima di queste elezioni provinciali il Pdl governava 5 milioni di persone interessate al voto. Adesso ne governa ben 21 milioni”. A suo giudizio, dunque, il centrodestra ne esce “rafforzato” tenendo presente che si è trattato di “una competizione amministrativa influenzata dalle distorsioni mediatiche e dagli attacchi eversivi rivolti da un gruppo editoriale”.
Con i suoi fedelissimi, il ragionamento è ancora più esplicito. “Se avessimo perso Milano il Pd avrebbe cantato vittoria, ci avrebbero detto che i nostri elettori ci stavano mollando a causa di quella spazzatura che viene buttata ogni giorno dai giornali”. In effetti il premier temeva non poco il giudizio delle urne. Aveva paura che il “caso-Patrizia” potesse riflettersi in maniera pesante sulle schede. “E’ evidente che un’influenza l’ha avuta – ha ammesso – ma non come speravano quelli dell’opposizione”. Insomma, a Villa San Martino ieri sera erano tutti convinti di aver aggirato l’ostacolo. “Non c’è stata l’ondata, abbiamo tenuto e non ci hanno scippato niente. Anzi abbiamo strappato noi un bel po’ di amministrazioni al centrosinistra”.
In particolare, l’attenzione del Cavaliere si è concentrata sul nord. Sul patto siglato con il Carroccio. Un accordo che ha retto nonostante il referendum. Il risultato di Milano, però, è stato sotto le attese. “Il punto – ha spiegato – è che i nostri non vanno a votare in queste occasioni. Nel fine settimana vanno fuori e aver resistito è davvero significativo. Poi, certo, c’erano di mezzo anche i quesiti referendari. Altrimenti i leghisti sarebbero stati ancora più presenti”. In ogni caso, ha ripetuto ai “colonnelli” del Pdl, “al nord il Pd è stato quasi cancellato. Avanziamo quasi ovunque. Anche in una città, come Savona, in cui perdevamo da un decennio. L’opposizione è stata emarginata nelle regioni rosse”.
Insomma, per Berlusconi i ballottaggi rappresentano adesso uno scampato pericolo. Nell’incontro con lo stato maggiore del Pdl, ha fatto notare come la maggioranza abbia sottratto 25 province al Pd. In particolare Milano, Cremona, Venezia e Savona. Poco diversa l’analisi sulle città. Il premier sottolinea di aver “scippato” nove comuni al centrosinistra. Tra cui Prato “bastione rosso ininterrottamente da 63 anni”. Se la conferma del centrosinistra a Bologna e Firenze era pressoché scontata, il premier sperava però in qualcosa di più a Bari, Padova e Ancona. L’elemento di preoccupazione, infatti, è proprio questo. Che rispetto alle premesse, il Pdl ha ottenuto meno del previsto. E la colpa la riversa sull’inchiesta di Bari e sulla posizione assunta dall’Udc di Casini: “Senza i centristi non avrebbero vinto né a Bari né a Torino”.
Il vero incubo, però, a questo punto sono le rivelazioni provenienti dalla Puglia e gli eventuali incidenti nel corso del prossimo G8. “Ora dobbiamo – ripete al suo staff – stare attenti a quel che succederà a L’Aquila”.
(c)Repubblica.it













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