L’ultima parola sull’estradizione di Cesare Battisti spetta a Lula. Il Supremo Tribunal Federal , in conclusione per 5 voti a 4, ha lasciato l’autorità su tale decisione al presidente brasiliano. La Corte si era espressa favorevole all’estradizione, in precedenza, grazie al voto del presidente Gilmar Mendes, lasciando passare il ’si’ per cinque voti contro quattro. Mnedez ha comunque deciso una pausa del giudizio, prima di formalizzare il suo voto. Per giustificare la sua presa di posizione il presidente ha esaminato con attenzione la giurisprudenza a riguardo dei terroristi dei paesi di grande tradizione giuridica e di quelli che soffrono di gravi problemi di terrorismo, come ad esempio la Spagna con i terroristi dell’Eta. Mendez ha poi concluso che la stragrande maggioranza identifica tale terrorismo a ‘delinquenza comune’ e non ha attentati politici e di opinione. Il caso è comunque molto differente quando si parla di dittature.
Secondo quanto dichiara Mendez, anche Lula è vincolato da diritto internazionale, sarà quindi nell’obbligo di estradere Cesare Battisti se verrà deciso dal Supremo Tribunal Federal. Mendez dichiara in proposito che : “Il diritto internazionale, come il trattato di estradizione tra Italia e Brasile, è un impegno adottato dal governo brasiliano che il presidente Lula dovrà rispettare”.
Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, esprime la sua soddisfazione : “Il mio pensiero va ai familiari delle vittime di Battisti, che hanno finalmente visto riconosciuto il loro fondato diritto ad avere giustizia”. “Una decisione importante, ci auguriamo che questa decisione sia vincolante” per le altre autorità e “sia eseguita subito”, ha dichiarato Frattini, che continua : “Il verdetto sancisce la fine della profonda amarezza suscitata nell’opinione pubblica italiana dalla decisione di concedere lo status di rifugiato a chi si è reso colpevole di insensata ed incomprensibile violenza omicida”. “La decisione della Corte soddisfa infatti – ha aggiunto Frattini – un’esigenza fondamentale di giustizia per la quale le istituzioni e il mondo politico italiano si sono battuti per difendere e promuovere gli interessi più alti dello Stato. L’esito della vicenda – sottolinea ancora – premia la linea di responsabilità e di rispetto adottata dal governo italiano, una linea che non ha mai mancato di sottolineare gli storici legami di amicizia che uniscono Italia e Brasile”.














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