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2 aprile 2011 in piazza contro la guerra
L’appello di Gino Strada, nella puntata di ieri sera ad Annozero, si è fatto sentire. In molti hanno firmato l’appello alla mobilitazione nazionale contro la guerra e tra i primi firmatari troviamo personalità di grande spessore: Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas. Il motto della manifestazione viene ripreso da Albert Einstein, [...]
25 marzo 2011
L’appello di Gino Strada, nella puntata di ieri sera ad Annozero, si è fatto sentire. In molti hanno firmato l’appello alla mobilitazione nazionale contro la guerra e tra i primi firmatari troviamo personalità di grande spessore: Carlo Rubbia, Luigi Ciotti, Renzo Piano, Maurizio Landini, Massimiliano Fuksas.
Il motto della manifestazione viene ripreso da Albert Einstein, “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”, ed esprime a pieno l’ideali e le intenzioni del fondatore di Emergency: la mentalità delle persone deve cambiare, la guerra non deve essere più annoverata tra le possibilità per risolvere i conflitti interni e aiutare i popoli vittime di dittature.
Il cambio di mentalità non dovrà riguardare la politica, ma tutti gli italiani, che solo 8 anni fa avevano avvolto il paese con milioni di bandiere della pace. Ci sarà per questo una giornata di mobilitazione nazionale, che potrebbe avvenire o in una piazza importante della Capitale oppure in tutta Italia.
Aspettiamo quindi maggiori informazioni da parte di Gino strada, e intanto vi saluto riportando la pagina del sito creato appunto per la manifestazione (dove è anche possibile firmare l’appello): www.dueaprile.it
Appello ai cittadini e alle associazioni per una giornata di mobilitazione nazionale sabato 2 aprile 2011.
Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra “contro Gheddafi”: ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni “guerra umanitaria” è in realtà un crimine contro l’umanità.
Se si vuole difendere i diritti umani, l’unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione.
Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate.
Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E’ la scelta assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera “cultura di guerra”.
“Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l’umanità rinunciare alla guerra?”
Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955
Perché l’utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia.
“La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.”
Albert Einstein













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